Portare la disciplina tecnica ad un livello emotivo.

Alessandro Placci è ingegnere e musicista. Ha studiato pianoforte al Conservatorio di Parma, poi si è laureato in Ingegneria a Bologna con una tesi sperimentale in acustica architettonica. Questo percorso doppio — la sensibilità del musicista e la precisione dell’ingegnere — è il cuore della sua identità professionale e del progetto di Apacustica: il suo studio di Faenza specializzato in consulenza acustica e scenotecnica per teatri, auditorium e cinema.

Un progetto in cui la sfida non era raccontare solo un servizio, ma raccontare una visione.

Dall’ingegneria all’emozione: il lavoro sui contenuti.

Inizialmente il sito è stato realizzato in modo prettamente tecnico: una vetrina dei lavori più importanti. Ma la professione di Alessandro non è visibile ma udibile. Ce ne siamo resi conto quando, per puro caso, siamo entrati a vedere uno spettacolo in uno dei teatri da lui progettati. Ogni persona presente si è resa conto che l’acustica di quel luogo aveva una dimensione importante, comprensibile anche alle orecchie di chi non se ne intende. 

Come comunicare agli esperti, questa sua importante peculiarità? È qui che il contributo di  Giulia Sangiorgi, la nostra collaboratrice che per questo progetto ha seguito tutta la parte dei contenuti testuali di ogni pagina e la costruzione del company profile, ha fatto la differenza: lavorando fianco a fianco con Alessandro, ha ascoltato la sua storia, il suo modo di intendere il rapporto tra suono e spazio, la filosofia che guida ogni progetto, e l’ha tradotta in parole capaci di arrivare non solo ai tecnici ma a chiunque abbia mai sentito la differenza tra una sala che suona e una che disperde.

Il risultato è un sito che parla di ingegneria con la stessa intensità con cui si parla di musica.

Un sito bilingue con una strategia SEO dedicata.

Apacustica lavora su scala nazionale e internazionale; il sito è disponibile in italiano e in inglese per raggiungere committenti e studi di architettura oltre confine. Su questo progetto ci siamo occupati anche del SEO in modo approfondito: le parole scelte da Giulia, la configurazione tecnica e una strategia di posizionamento organico costruita insieme ad Alessandro, monitorata nel tempo attraverso Google Search Console e aggiornamenti periodici.

Questo lavoro in team gli ha permesso di raggiungere in breve tempo i primi posti nella ricerca organica del suo settore. Ma il SEO non è solo risultato immediato; è continuità e manutenzione costante. Il cliente non viene lasciato solo dopo la pubblicazione: viene accompagnato, i risultati vengono analizzati, la strategia viene aggiustata in costante comunicazione con chi sa qual è il risultato che desidera ottenere.

Perché un sito ben fatto è un punto di partenza, non un traguardo.

La scelta della palette: il verde “sonoro”

La scelta dei colori e la creazione del logo è stata interamente curata da Alessandro in persona. Una scelta che ci ha entusiasmato per la cura e la sensibilità con cui racconta il suo mestiere attraverso immagini e colori.

Il verde petrolio, che noi abbiamo ridefinito “verde sonoro” perchè esprime a livello visivo quello che il suono esprime a livello uditivo. Quello che in inglese viene chiamato Teal: è un colore che vive a metà tra il blu e il verde e questa ambiguità è tutta la sua forza. Richiama l’acustica nel senso più fisico: le onde sonore, la propagazione, il movimento invisibile del suono nello spazio. Eppure evoca anche profondità, concentrazione, quella qualità di silenzio attivo che si sente in una sala ben progettata prima ancora che inizi lo spettacolo. È un colore che risuona. In cromoterapia favorisce la chiarezza mentale e la comunicazione: due qualità che appartengono esattamente al lavoro di Alessandro.

Il grigio grafite, qui nella sua versione più calda. Porta solidità tecnica e autorevolezza professionale. È il colore dell’ingegneria, della precisione, degli strumenti di misura. Accanto al verde petrolio non compete: lo ancora, gli dà struttura, impedisce che la componente emotiva del progetto scivoli nel vago. È eleganza e definizione.

I due insieme raccontano esattamente la doppia natura dello studio: la precisione tecnica e la sensibilità sonora, il rigore e l’emozione, la misura e l’ascolto. Non è una palette scelta per piacere, ma piace. Il fatto che Alessandro l’abbia disegnata e scelta lui stesso non è un dettaglio marginale: è la conferma che chi progetta spazi per altri sa anche progettare la propria identità visiva.

La citazione di Le Corbusier non è decorazione.

“Architettura e musica sono sorelle…” quella frase di Le Corbusier che apre il sito non è stata scelta per fare scena ma è la sintesi più precisa del modo in cui Alessandro lavora. Costruire intorno a quella citazione l’identità visiva e narrativa del sito è stata una delle scelte che più ci appartengono: partire dal senso profondo del lavoro del cliente per trovare il centro di gravità di tutto il progetto.

Un lavoro ottimale che si può raggiungere solo attraverso il lavoro un team fidato. Quando questo accade, il sito non somiglia a nessun altro, perché racconta qualcosa che nessun altro può raccontare.